Erano gli anni 1481/82 e la consorte del Duca Galeazzo Maria Sforza dimorava ad Abbiategrasso, in pratica prigioniera di Ludovico il Moro “ma si recava sovente in cascine e paesi limitrofi a godere della poesia campestre e a far visita a personaggi in relazione con la corte ducale”.
La sua meta preferita era “La Cascina Santa Maria del Bosco” come recitano i documenti dell’epoca.
Sono trascorsi più di cinque secoli, ed incredibilmente molto poco è cambiato da allora.
I grandi boschi intatti, le anse limpide del Ticino, le abazie solitarie nelle campagne fertili, i castelli ricchi di testimonianze ben conservate, le cascine che seguono ancora i lenti ritmi del mulino.
Così anche Santa Maria del Bosco (SMB), con la sua chiesa leonardesca, si erge simbolo di un passato che guarda al futuro.
